HERCULES FURENS

HERCULES FURENS 

L’8 luglio‚ Anteprima al Teatro Romano di Volterra 

Ispirata all’Eracle di Euripide‚ l’Hercules Furens è paradigma del pensiero di Seneca. Il filoso‚ infatti‚ espresse anche con la poesia le proprie convinzioni etiche‚ ma‚ a differenza delle opere in prosa‚ in cui la riflessione partiva dal punto di vista del saggio stoico‚ che osservava la realtà dal mondo beato del sapiente‚ nelle tragedie l’analisi parte dal mondo dei dannati e dall’orrore ineffabile in cui si trovano.
Secondo il mito ripreso dall’originale euripideo‚ Ercole‚ l’eroe per eccellenza‚ è in preda ad una follia distruttiva per volere di Giunone‚ e‚ inconsapevole‚ uccide la moglie Megara e i figli. Una volta riacquistata la lucidità‚ l’eroe è pronto a darsi la morte‚ ma trova sostegno nel re di Atene Teseo. Recatosi a Delfi per purificarsi dall’orrendo delitto‚ Eracle riceve dalla Pizia l’ordine di porsi al servizio del re di Micene Euristeo che gli impose le “dodici fatiche”‚ le imprese più note legate al nome dell’eroe.
La differenza sostanziale tra la versione di Seneca e il modello greco risiede nella più ampia concezione della realtà e dell’individuo: l’ostilità degli dei‚ che irrompono nella vita degli uomini rendendoli impotenti davanti ad una forza che si sottrae a qualunque criterio di ragionevolezza‚ non è più sufficiente a giustificare la perdita della ragione dell’eroe. La riflessione del filosofo latino supera il concetto arcaico dell’ira divina per andare a ricercare nella complessa personalità di Ercole l’origine della follia.
In Euripide‚ infatti‚ l’improvvisa follia che porta l’eroe al massacro della propria famiglia resta immotivata‚ semplice attuazione di un crudele disegno divino; in Seneca‚ invece‚ la pazzia è rappresentata come delirio di potenza‚ volontà di dominio supremo: una tensione che diventa estremizzazione patologica della virtù dell’eroe. Un’interpretazione che sottende il monito all’equilibrio della ragione perché l’ambizione a superare ogni limite si trasforma‚ da prodezza‚ in pericoloso eccesso. 



MDA PRODUZIONI
LA BOTTEGA DEL PANE
in coproduzione con TEATRI DI PIETRA

HERCULES FURENS
opera per danza, coro e cunto
da Seneca

drammaturgia
Gatti/Maccagnano/Pirrotta
regia
Cinzia Maccagnano

coreografie
Aurelio Gatti

musiche originali
Fabio Lorenzi e Paolo Fontana

con
Vincenzo Pirrotta
e
Raffaele Gangale, Nancy Lombardo,
Luna Marongiu, Cinzia Maccagnano,
Chiara Pizzolo,Cristina Putignano,
Carlo Vitale, 

costumi
Livia Fulvio
scena
CAPANNONE MOLIERE
disegno luci
Antonio Licciardello

assistente Oriana Cardaci

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