MDA: I “PRIMI 40 ANNI”

MDA Produzioni Danza, Compagnia di produzione coreografica e drammaturgica, origina a Roma, nel 1977, quando un gruppo di giovani artisti italiani e stranieri – Hal Yamanouchi, Kiro Uehara, Cris Creatore, Aurelio Gatti, Mahoko Koike – provenienti da esperienze e “filosofie” di spettacolo diversissime tra loro (Living Theatre, Red Buddha Theatre, Lindsay Kemp, Muradoff, Decroux ed altre ancora) si incontra nell’intento di creare una “casa comune” che potesse rappresentare la sintesi ed il superamento delle rispettive esperienze. Da quell’incontro nasce Mimo Danza Alternativa, il cui nome – che oggi suona un po’ naïve – sottolineava l’interesse verso la ricerca di ‘modo’, di uno stile, comune e autonomo. In questo ‘primo’ periodo di oltre un decennio, MDA realizza un’intensa attività fatta di collaborazioni “trasversali” tra le diverse alle discipline dello spettacolo (musica, danza, teatro) e dell’arte visiva (con cineasti e pittori).

Nel 1990 i tempi sono maturi per un nuovo progetto: dar vita ad un inedito organismo di produzione coreografica stabile, con
l’obiettivo di salvaguardare la ricerca dei singoli autori e i tempi della creazione, mantenendo nel proprio DNA quella vocazione al dialogo, allo scambio tra artisti ed i rispettivi linguaggi. Nell’arco di un decennio – in controtendenza con quanto accadeva nel panorama italiano, frammentato in una pluralità di Compagnie incentrate sul singolo autore – si aggregano su questo progetto ben 6 diverse Compagnie di danza, quella diretta da Roberta Escamilla Garrison prima, poi quella di Nicoletta Giavotto, di Marco Brega e Fabrizio Monteverde, di Sandra Fuciarelli, di Roberto Pace e Michael McNeill ed infine quella di Marianna Troise. Nasce così la nuova sigla MDA Produzioni Danza, modellata su quell’idea di centro stabile e poliedrico, sede per la sperimentazione ed il confronto delle diverse sensibilità artistiche.

Il periodo dal 2000 al 2014 vede la Compagnia focalizzata su alcuni temi che si dimostreranno centrali nell’attività anche degli anni a venire:

  • la ricerca-sperimentazione sul tema dell’intima connessione tra lo spazio della rappresentazione e la creazione
    artistica. È, non a caso, in questi anni, che MDA collabora alla riapertura di numerosi siti archeologici e monumentali
    in un’ottica di “restituzione” (di anfiteatri, antiche ville, fascinosi ruderi…) allo spettacolo dal vivo;
  • realizza un progressivo “ricambio generazionale” al suo interno: le produzioni realizzate da giovani artisti ospiti e
    residenti, da un lato; il recupero del confronto e dell’inclusione di differenti linguaggi espressivi nelle creazioni stesse,
    dall’altro;
  • sono gli anni in cui inaugura un importante investimento produttivo e distributivo nel Centro-Sud Italia, sia in un’ottica
    di “decentramento” dell’attività creativo-produttiva della Compagnia che di inclusione delle aree emarginate la
    circuitazione degli spettacoli di danza.

Sintetizziamo questi anni anche con alcuni dati: sono stati presentati – partecipando a festival e stagioni, nazionali e internazionali – oltre 1200 spettacoli con 63 creazioni originali (di autori residenti e ospiti) e realizzate 14 tournée estere (in America Latina, Europa e Medio Oriente), senza contare le numerose iniziative culturali, festival, rassegne e progetti in rete ai quali MDA ha collaborato o direttamente promosso.

Dal 2015 al 2017 la Compagnia – necessariamente – riorganizza attività e obiettivi: a seguito del mancato riconoscimento da
parte del MiBACT; pur riducendo il numero delle produzioni previste e della relativa distribuzione, riesce comunque a
realizzare 12 nuove creazioni e poco meno di 160 recite nell’arco di questo triennio e, nel contempo, rafforza l’attività
progettuale.
Tra gli eventi più importanti, per prestigio e significatività culturale: “Visione Trascendente”, con la presentazione, a seguito delriconoscimento Unesco, di 10 creazioni originali nei siti rappresentativi del circuito arabo-normanno; “Il Giovinetto e Il Mare” (una performance site-specific in occasione del ritorno dai musei statunitensi della statua dell’auriga di Mozia; il riallestimento della grande tela di Mario Schifano con l’installazione COSMOS per l’esposizione internazionale “Palatino contemporaneo. Da Duchamp a Cattelan”; la premiazione al Teatro del Sacro 2017 con “Secretum” (da Petrarca, con la drammaturgia di Maurizio Donadoni); gli incontri seminariali all’Accademia delle Belle Arti di Roma promossi dall’artista/docente Marilena Sutera che sono sfociati nella creazione di “Viriditas”.